Antenati del setter sono Madder Rhu, Spaniel rossi
d'Irlanda ed i primi esemplari avevano macchie bianche e
punte dei peli nere che creavano riflessi violacei. I setter
ispirarono artisti famosi fra cui Van Dyck, che ne dipinse
un esemplare con macchia bianca sul petto, vicino a tre
bambini quasi a suggellare nell'arte l'affettuosità
dell'irlandese. Chalon in un olio datato 1816 lo ritrae
immobile nella ferma proprio come aveva fatto nel 1805
l'incisore Sydenham. La prima trascrizione del 1825 lo
descrive così: bianco arancio dal pelo lungo, setoso, con
lunghe frange alle zampe e alla coda, occhi dolci e tartufo
nerissimo. Nel 1860 fu costituita una classe particolare per
gli irlandesi presenti alle mostre: alcuni avevano una
macchia bianca in fronte, che era considerata segno
distintivo proprio perché si riteneva fossero discendenti
del gran campione Palmerston. La storia di questo
capostipite è davvero singolare. Apparteneva ad un
cacciatore intenzionato ad ucciderlo, perché di scarso
aiuto. Un cinofilo ne ebbe compassione e lo prese con sé,
presentandolo poi alle mostre e ottenendo successi
clamorosi. Nel 1885 fu definito lo standard ufficiale, che
nel tempo ha subito poche modifiche.