E' un simbolo di bellezza gioiosa tanto da far dire non è un
cane ma è il Setter. Il setter si è meritato questa definizione galoppando nei secoli conquistando  l'ammirazione di grandi cacciatori e dame, popolani e re, sempre rimanendo amico mansueto dei bimbi. La pratica della caccia ne esalta
le prerogative, ma non interferendo mai nell'indole serena,
che ne fa uno dei più versatili esemplari di cani da
compagnia. Quando punta il selvatico, indicandone la
vicinanza, s'immobilizza a statua, con frange che modellano
arti e coda, proprio come se contemplassimo una gualdrappa di seta tanto è lucido ed esile il pelo. In corsa, avanza così leggero da sembrare sospinto da folate di vento e l'andatura irruente mai lo farebbe sospettare; in casa è
tranquillo ed al guinzaglio compagno ubbidiente. Sa anche
imporsi per la generosità di carattere e la mitezza dello
sguardo, sempre alla ricerca di quello del padrone, come per afferrarne le carezze con gli occhi. Sono cani mansueti,
festosi, affezionati al padrone con cui mantengono un
costante collegamento, e sono incapaci di aggredire le
persone proprio perché allevati ed addestrati per cercare il
selvatico, lasciando poi che il cacciatore ne faccia preda.
Tradito dall'eccessiva bellezza rischia di abdicare
definitivamente dallo sporto per diventare prezioso compagno d'appartamento. Il mantello color mogano, le lunghe frange, gli occhi espressivi, un’innata docilità lo rendono addirittura suggestivo tanto da sembrare una vivida scultura di bronzo.